Disastro Nepal-Tibet

Il crollo del ghiacciaio e l'ondata che ha travolto la valle

Il 26 agosto 2026 una porzione del ghiacciaio sul versante nepalese dell'Himalaya, a circa 5.200 metri di quota, si è staccata precipitando per circa 1.200 metri. La massa di ghiaccio, roccia e sedimenti ha travolto il fiume Lhende, generando uno sbarramento temporaneo la cui rottura ha scatenato un'ondata di piena lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli.

Dati aggiornati al 28 agosto 2026 · la situazione è in evoluzione, i bilanci possono cambiare
469+
morti accertati in Nepal (+3 in Tibet)
1.535+
dispersi totali (Nepal e Tibet)
977
dispersi in Nepal, di cui 644 stranieri
558
dispersi in Tibet, 260 stranieri
M5.2
segnale sismico generato dalla frana (USGS)
punto di distacco del ghiacciaio aree investite dalla piena area mappata da satellite (Copernicus EMSR927) comune esondato, dimensione = km² (UNOSAT) infrastruttura distrutta (diga, centrale) evento storico (terremoto 2015)
Danno (edifici/strade/ponti, attivabili dall'icona a strati sulla mappa): distrutto danneggiato possibilmente danneggiato

Cosa è successo

Le immagini satellitari analizzate da geologi e glaciologi mostrano che una sezione larga circa 600 metri si è staccata dalla lingua terminale del ghiacciaio, precipitando a valle. La massa ha colpito il fiume Lhende sul confine tra Nepal e Cina, trascinando con sé rocce e sedimenti e formando temporaneamente una diga naturale di detriti.

Quando lo sbarramento ha ceduto, l'acqua accumulata si è riversata con violenza a valle: il primo punto abitato colpito è stata la dogana di confine, prima che l'ondata raggiungesse i fiumi Bhote Koshi e Trishuli. Secondo l'International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD), il livello dell'acqua in un punto del Trishuli è salito di circa 9 metri in appena mezz'ora. Un'analisi iniziale aveva attribuito l'evento a un terremoto di magnitudo 4.4, ma l'US Geological Survey (USGS) ha successivamente chiarito che il segnale sismico, di magnitudo 5.2, era stato generato dalla frana stessa e non da un sisma indipendente. Gli esperti dell'ICIMOD collegano l'evento a una tendenza più ampia: negli ultimi trent'anni il Nepal ha perso circa un terzo dei propri ghiacciai, con un'accelerazione della fusione del 65% nell'ultimo decennio rispetto al precedente.

Cronologia essenziale

26 agosto, mattina
Distacco della porzione di ghiacciaio a ~5.200 m; la massa precipita di circa 1.200 m e colpisce il fiume Lhende sul confine Nepal-Cina.
26 agosto, poco dopo
Cedimento dello sbarramento naturale di detriti: l'ondata di piena colpisce per prima la dogana di confine, poi si riversa lungo Bhote Koshi e Trishuli, travolgendo i distretti di Rasuwa e Nuwakot.
26 agosto, ore successive
La piena prosegue a valle, colpendo ulteriori aree lungo il corso del Trishuli. Tra le infrastrutture distrutte, rilevate via satellite: la centrale idroelettrica Langtang Khola (20 MW) e la diga di Rasuwagadhi, oltre a ponti e tratti di strada.
27 agosto
Il bilancio delle vittime accertate supera le 350 unità in Nepal; i dispersi complessivi tra Nepal e Tibet superano le 1.300 persone. Proseguono le operazioni di soccorso, in gran parte via elicottero: circa 42 km di strade risultano completamente distrutti.
28 agosto
Il bilancio sale a 469 morti accertati in Nepal (3 in Tibet) e 1.535 dispersi complessivi; circa 1.550 persone risultano tratte in salvo finora. Le autorità segnalano inoltre il rischio di un nuovo lago da sbarramento (barrier lake) formatosi a monte, che potrebbe rilasciare un'ulteriore ondata di piena.

Fonti

Ricostruzione basata su notizie riportate da agenzie e testate internazionali, tra cui Associated Press, CBS News, Al Jazeera, CNN, The Washington Post, oltre a valutazioni pubbliche di USGS e ICIMOD. I dati numerici (vittime, dispersi) sono soggetti a aggiornamento continuo da parte delle autorità nepalesi e cinesi.

Le due aree in rosso scuro su Syabru Besi e Timure sono il perimetro reale della frana/alluvione rilevato via satellite dal Copernicus Emergency Management Service, attivazione EMSR927 (prodotto di Grading, agosto 2026), incluse le stime di edifici, strade e ponti distrutti riportate nei popup. Sono le uniche due zone per cui Copernicus aveva pubblicato, al momento della stesura, un prodotto di grading completo. Per l'area completa, anche l'USGS pubblica una mappa dell'estensione della frana e dell'alluvione.

I cerchi verdi (attivabili dall'icona a strati) mostrano l'estensione della piena stimata dall'UNOSAT (United Nations Satellite Centre) per nove comuni tra i distretti di Nuwakot, Rasuwa e Dhading, inclusi Bidur e Galchhi: complessivamente circa 32,9 km² di area esondata e 6.500 persone esposte, secondo dati amministrativi aggregati (non un perimetro di dettaglio come quello di Copernicus). Le coordinate dei comuni sono quelle della rispettiva sede municipale (Wikipedia/Wikidata), non un centroide preciso dell'area colpita.